Era dei Dati: tra Tecnologia e Umanesimo
Era dell’Intelligenza: tra Tecnologia e Umanesimo Siamo nell’era dell’Intelligenza.Per arrivarci, abbiamo attraversato un cambiamento profondo.Da diversi anni i dati valgono più della materia: le informazioni di cui gli oggetti sono intrisi hanno assunto un carattere predominante rispetto alla loro stessa consistenza fisica. Se in passato il valore era concentrato sul bene tangibile e sul suo possesso – inteso come metro del nostro stesso status – oggi quel paradigma è stravolto. Nell’era attuale sono le informazioni, intrinseche ed estrinseche, a definire il valore di un’impresa così come degli individui. Non a caso, le grandi corporazioni dell’AI fanno a gara a chi acquisisce più dati e a chi addestra meglio i propri modelli tramite le informazioni che noi stessi forniamo. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, l’asticella si è spostata dall’accumulo del dato alla sua interpretazione, finalizzata all’esecuzione di compiti o alla generazione di contenuti. Il possesso è stato così surclassato da un utilizzo interattivo, integrato, adattivo. L’evoluzione però ha subito un’accelerazione improvvisa con l’arrivo degli agenti autonomi. Oggi, oltre a creare contenuti, si delegano decisioni, strategie e interi processi. Stiamo affidando loro un controllo sempre più profondo: dall’interpretazione dei dati alla scelta delle azioni, fino all’esecuzione finale. Questo li rende autonomi e, di fatto, poco sorvegliati. Ciò che osserviamo è solo il risultato finale, mentre rimaniamo all’oscuro del loro reale funzionamento: anche se i prompt li abbiamo forniti noi, le regole interne e le logiche statistiche che li conducono a una decisione restano una “scatola nera”. Sappiamo cosa hanno fatto, ma non come, né perché. Al contempo, la robotica sta portando queste intelligenze fuori dagli schermi, traducendole nel mondo fisico. Gli umanoidi iniziano a semplificare operazioni logistiche, catene di assemblaggio e forse interventi sanitari, diventando uno degli elementi più stravolgenti e sconcertanti di questa trasformazione. La fantascienza è giunta a noi e lo ha fatto in modo talmente rapido che oggi parlare di Super Vicky ci sembra normale. Ora stiamo per varcare la soglia della fase successiva: l’era dell’elaborazione ai fini della creazione.L’AI può essere responsabile della creazione di nuove e originali invenzioni, nuovi progetti, nuovi strumenti mai esistiti prima: dirompenti, impattanti, unici. E questo è grandioso, perché si possono aprire tante nuove strade: soluzioni per la medicina, per l’energia rinnovabile, per la mobilità, per la manifattura… Potremmo addirittura arrivare a oltrepassare dei confini che fino a poco tempo fa nemmeno immaginavamo. Persiste un problema, però: l’essere umano che ruolo ha?Nell’Era del Possesso, l’uomo era valutato in base a quello che aveva.Nell’Era dei Dati, in base a quello che sapeva.Nell’Era dell’Intelligenza, per come sapeva usare le informazioni.Nell’Era della Creazione, in cui l’AI è più potente di lui, i robot più efficienti, gli agenti più interconnessi e precisi… all’Uomo quale ruolo attende? Io credo che ci siano opportunità grandissime che ci attendono e sta a noi coglierle. Ma dobbiamo rimanere il centro degli obiettivi evolutivi, non solo al centro del processo di evoluzione. Secondo voi, ci attendono esseri umani potenziati e maggiori possibilità, o stiamo andando incontro al declino della nostra specie?
