L'uomo al centro, le regole intorno
L’Essere Umano al centro.
Attorno a lui, un mondo di interazioni: con le macchine, con i software, con le altre persone. E, spesso, con un intreccio di tutte queste
Le normative cercano di ordinare le relazioni: dare solidità alle fondamenta e, allo stesso tempo, fluidità alle azioni. Non è sempre facile. Anzi: spesso regolamenti e direttive finiscono per fare il contrario — confondere invece di chiarire
Proviamo allora a dare un ordine logico a ciò che sta succedendo: partiamo dal presupposto che ‘l’uomo è al centro’ e mettiamo in prospettiva le strutture normative che ci circondano.
“Nel mondo del lavoro — e, ancora di più, nella nostra società — l’essere umano collabora con strumenti variopinti: dai robot dell’automazione fino all’AI, passando per le interfacce HMI che permettono lo scambio di informazioni.
IL CONTESTO
Quando il mondo fisico parla con quello immateriale, compaiono due difficoltà. Da un lato allineare i linguaggi, così che informazioni e significati si scambino senza fraintendimenti; dall’altro la sicurezza e la tracciabilità dei dati.
Nell’era dell’intelligenza, le informazioni elaborate dall’AI sono la chiave per dare vita ad azioni nel mondo reale. Azioni che si manifestano generando interazione con l’essere umano
L’interazione può essere visiva — l’AI genera un’immagine e la mostra a chi ha scritto il prompt — oppure fisica: dopo aver analizzato un set di dati, un robot umanoide esegue un compito.
L’inter-azione tra sistemi tecnologici ed essere umano richiede oggi che questi due mondi sappiano convivere in modo sicuro e proficuo.
A questo proposito l’UE ha dato vita a una vera e propria serie di regolamenti, con un triplice obiettivo: garantire la stabilità nell’ingresso delle nuove tecnologie, promuoverne l’utilizzo, assicurare la sicurezza dell’essere umanoCosì, negli ultimi dieci anni, si sono avvicendati e integrati sempre più regolamenti e direttive, tutti orientati a questi obiettivi.
L’ESSERE UMANO AL CENTRO
L’essere umano è un organismo complesso, fatto di bisogni e di diritti. Per muoversi nel mondo di oggi ha bisogno di strumenti sempre più sofisticati: strumenti che non sono più passivi, ma attingono alle conoscenze e alle informazioni dell’uomo stesso per evolversi, prendere decisioni ed eseguire compiti.
Ed è proprio qui che nascono le regole: se questi strumenti vivono di ciò che è nostro, qualcuno deve stabilire fin dove possono spingersi.
LE VARIE PROSPETTIVE
GDPR — lo scudo attorno alla persona
Regolamento (UE) 2016/679
Ecco che entra in gioco il GDPR. È il primo cerchio attorno alla persona: non solo verso le macchine e i software, ma verso chiunque — un’altra persona, un’azienda, un sistema — voglia avvicinarsi ai suoi dati. Il regolamento sulla privacy detta le condizioni di quell’avvicinamento e impedisce che qualcuno ne faccia cattivo uso.
AI Act — l'uomo dentro le decisioni
Regolamento (UE) 2024/1689
Poi quei dati vengono analizzati per generare decisioni, azioni, contenuti — ed ecco che entra in gioco l’AI Act. Esso interviene perché l’intelligenza artificiale non usi ciò che sa contro la dignità e i diritti della persona. E mette in campo forze importanti perché decisioni e responsabilità non vengano delegate all’AI. Chiede all’essere umano di restare partecipe, ai tavoli dove una decisione può significare la perdita di un prestito, una mancata assunzione, una diagnosi sbagliata…
Cyber Resilience Act — software di cui fidarsi
Regolamento (UE) 2024/2847
Ecco che entra in gioco il Cyber Resilience Act. Chiede a chi produce software e interfacce per lo scambio dei dati di conoscere i rischi a cui espone gli utilizzatori, e di ridurli il più possibile — meglio ancora, di prevenirli. Non solo perché i dati non vengano rubati, ma perché un dispositivo non possa essere manomesso o un servizio bloccato. Sono attacchi che, dal digitale, arrivano fino alla vita reale delle persone: al loro lavoro, all’azienda in cui lavorano, alla loro vita privata.
Regolamento Macchine — la sicurezza che si muove
Regolamento (UE) 2023/1230
Ecco che entra in gioco il Regolamento Macchine, che amplia lo sguardo. Non chiede soltanto che le macchine siano sicure: chiede anche che il software che le governa — in particolare quello che sfrutta l’AI — sia progettato, sviluppato e rilasciato garantendo la sicurezza della macchina nel tempo. Perché una macchina che esegue un compito sbagliato, come un movimento, può causare un danno a chi la usa.
NIS2 — la rete che regge la società
Direttiva (UE) 2022/2555
Ecco che entra in gioco la NIS2, l’ultimo cerchio: quello che tiene in piedi i servizi essenziali della società, dall’energia alla sanità. Qui la posta è massima — un attacco che blocca la rete non fa perdere solo dati o denaro: può causare danni irreparabili e mettere a rischio la vita stessa delle persone.
CONCLUSIONI
Osservando tutto questo quadro, le tante direttive e i tanti regolamenti smettono di sembrare un labirinto. Visti dal punto giusto — l’uomo al centro — si dispongono in cerchi, uno dentro l’altro: il GDPR protegge il suo dato, l’AI Act le sue decisioni, il Cyber Resilience Act i suoi strumenti, il Regolamento Macchine il suo corpo, la NIS2 la società in cui vive. al più piccolo al più grande, tutti a proteggere la stessa cosa: l’essere umano.
Allora si capisce che queste regole non sono muri che rallentano. Sono le fondamenta che rendono possibile il movimento — quella solidità senza cui nessuna azione, nessuna collaborazione tra uomo e macchina, potrebbe reggere. Perché ci si affida a una tecnologia solo quando ci si può fidare.
E la fiducia, in fondo, parte sempre da lì: dall’essere umano, al centro.
