Iperammortamento 2026: fino al 180%, ma attenzione all’errore che fa perdere il beneficio.
Il nuovo iperammortamento rappresenta un’opportunità rilevante per le PMI manifatturiere: parliamo di una maggiorazione fino al 180% del costo degli investimenti in macchinari tecnologicamente avanzati, software, dispositivi per l’elaborazione dei dati, infrastrutture per la connettività e infrastrutture per la sicurezza informatica OT/IT.
Ma è anche un campo minato per chi investe ad occhi chiusi.
Cosa cambierà
Siamo in attesa del Decreto attuativo.
Sono attualmente in discussione le restrizioni sulla provenienza dei beni: inizialmente il perimetro sembrava limitato ai beni prodotti nell’Unione Europea o negli Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo, ma dalle prime indicazioni emerge la possibilità di un allargamento del perimetro.
Potrebbe inoltre essere introdotto l’obbligo di revisione legale dei conti, finora previsto solo per altre agevolazioni, come ad esempio il credito d’imposta Transizione 5.0 o il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo.
Si torna quindi al meccanismo dell’iperammortamento, ossia alla maggiorazione del costo del bene acquistato, abbandonando il modello del credito d’imposta.
Ne consegue che solo le imprese con redditi imponibili possono beneficiare dell’agevolazione
L'errore che costa migliaia di euro
“Prima compro, poi penso agli adempimenti.”
Nonostante siano trascorsi oltre 9 anni dall’introduzione del paradigma Industria 4.0, riscontriamo ancora numerose criticità nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa.
I fornitori dichiarano che il bene sia 4.0 ready, ma solo dopo la sottoscrizione del contratto richiedono fee aggiuntive per abilitare lo scambio dati o le funzionalità necessarie all’interconnessione.
Acquistare macchinari privi dei requisiti minimi per consentire integrazione e interconnessione rende spesso impossibile il completamento corretto dell’investimento.
Quando si arriva alla fase di perizia asseverata, il tecnico incaricato può rilevare una non conformità, con conseguenti ritardi o impossibilità di fruire dell’agevolazione. Ancora più grave se non si rileva la non conformità ma, in caso di controlli successivi alla fruizione del beneficio, le Autorità competenti possono revocare l’agevolazione e applicare sanzioni, se si riscontra mancato rispetto delle caratteristiche tecniche richieste.
Molte imprese, quindi, investono e poi si trovano in difficoltà se sussistono queste condizioni:
- il macchinario non scambia dati,
- l’interconnessione non è tecnicamente fattibile,
- non è possibile effettuare teleassistenza o telediagnosi.
Le domande da fare al fornitore (per iscritto)
Prima di acquistare, è fondamentale chiedere al fornitore:
- Questo macchinario soddisfa i requisiti di interconnessione previsti dalla normativa?
- Puoi fornire specifiche tecniche che lo dimostrino?
- Puoi fornire informazioni utili alla software house per comprendere come interconnetterlo ai sistemi aziendali?
Se il fornitore non sa rispondere o non è disposto a formalizzare le risposte per iscritto, è un chiaro segnale di allarme.
Come procedere nel modo corretto
L’approccio corretto è semplice, ma va seguito nell’ordine giusto:
- Prima di acquistare
Verifica l’ammissibilità dell’investimento con un tecnico qualificato. - Analizza la situazione attuale
Software presenti in azienda, architettura IT/OT, protocolli di comunicazione necessari per l’interconnessione del nuovo bene. - Poi acquista
Sapendo già che l’investimento è tecnicamente e normativamente coerente. - Documenta tutto:
perizia asseverata, evidenze tecniche, tracciabilità delle scelte.
Sono questi gli elementi che fanno la differenza in caso di controllo.
Se stai pianificando un investimento 2026–2028, valuta prima la coerenza tecnica e normativa.
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