Ripartire dai progetti, non dagli incentivi

Nel corso del 2024 e del 2025 abbiamo assistito a un cambio di paradigma netto rispetto al periodo immediatamente successivo al Covid. Lo Stato e l’Unione Europea hanno modificato in modo sostanziale le proprie priorità: da una stagione di incentivi diffusi, trasversali e accessibili a quasi ogni settore e tipologia di impresa, si è passati a misure sempre più selettive, rivolte prevalentemente a imprese già solide e capaci di proporre progetti realmente originali.Parallelamente, l’iter di accesso alle agevolazioni è diventato progressivamente più complesso.La burocrazia è aumentata, gli adempimenti si sono moltiplicati e la soglia di competenza tecnica richiesta è cresciuta al punto che una larga parte delle imprese – probabilmente oltre l’80% – non è oggi nelle condizioni di gestire in autonomia questi strumenti.L’evoluzione del piano Transizione 5.0 rappresenta, in questo senso, un esempio emblematico. Continui cambi di rotta, una normativa spesso poco chiara, chiarimenti arrivati in modo frammentario e la difficoltà di ricondurre efficientamento energetico ed evoluzione tecnologica a un paradigma realmente unitario. Forse si è puntato troppo in alto, forse qualcosa è sfuggito di mano. Sta di fatto che molte imprese si sono ritrovate senza riferimenti, senza supporto e, in alcuni casi, senza più la volontà di investire.Dopo due anni trascorsi in questo contesto, la strategia che ci sentiamo di suggerire è semplice, ma non banale: ripartire dai progetti, come se non esistesse alcun incentivo.Questo significa tornare all’essenza del fare impresa: osservare i propri processi, analizzarli con attenzione, comprendere dove esiste un reale margine di miglioramento e dove, invece, sono necessarie correzioni strutturali per recuperare dinamismo e competitività.È un concetto noto, quasi ovvio, ma spesso dimenticato: prima si osserva, poi si idea, quindi si struttura e si progetta un piano di innovazione e sviluppo. Solo successivamente si programmano le attività e si allocano le risorse, tenendo conto che, da qui in avanti, sarà sempre più necessario fare affidamento sulle proprie forze.L’incentivo, probabilmente, arriverà.Quando un progetto è ben costruito, coerente e realmente originale, un supporto si trova quasi sempre. Ma non può più essere il punto di partenza.È finito il tempo in cui si investiva sulla base del bando disponibile o dell’agevolazione del momento.Oggi sono le imprese a dover guidare la transizione, individuando risorse interne ed esterne: attraverso collaborazioni con altre imprese, l’ingresso di nuovi investitori, la costruzione di partnership solide e, in alcuni casi, anche il coinvolgimento degli enti pubblici.La finanza agevolata resterà uno strumento importante, ma non sarà più il principale vettore dell’innovazione.L’evoluzione, oggi, deve nascere dall’impresa stessa.

Vuoi ripartire dai progetti (prima degli incentivi)?
INGENIO può affiancarti nella lettura dei processi, nella definizione del piano di innovazione e nella costruzione della strategia 2026.
Scrivici alla mail info@ingeniolc.eu

Ripartite dai Progetti e non dagli Incentivi
Torna su